di Leonardo De Angelis
“Passaggi della guerra rivoluzionaria”: il Che parla ancora al nostro tempo
«Il vero rivoluzionario è guidato da grandi sentimenti d’amore.»
Ernesto Che Guevara
Poche frasi riescono a sintetizzare il pensiero di Ernesto Che Guevara come questa. Dietro l’immagine, troppo spesso ridotta a una semplice icona, si cela infatti una concezione della rivoluzione fondata non sull’odio, ma sull’amore per gli oppressi, sulla solidarietà internazionalista e sulla convinzione che un mondo più giusto sia possibile.
È questo il filo conduttore che attraversa Passaggi della guerra rivoluzionaria, riproposto in una nuova edizione dalla casa editrice Karl&Rosa. Il volume non è soltanto la memoria di una rivoluzione vittoriosa: è la testimonianza viva di un processo di liberazione nazionale e sociale che continua ancora oggi a interrogare il nostro presente.
Il sottotitolo, “La storia della rivoluzione cubana narrata con i ricordi”, ne descrive perfettamente la natura. Ernesto Che Guevara non scrive una storia ufficiale della Rivoluzione cubana né un trattato di teoria politica. Racconta ciò che ha vissuto: le marce nella Sierra Maestra, la costruzione dell’Esercito Ribelle, il rapporto con i contadini, le difficoltà materiali, gli errori, le sconfitte e le vittorie. Attraverso questi ricordi il lettore scopre come una rivoluzione sia anzitutto un’opera collettiva, costruita giorno dopo giorno grazie alla coscienza politica, all’organizzazione, alla disciplina e alla partecipazione popolare.
Un aspetto fondamentale, spesso trascurato, riguarda le finalità stesse con cui Guevara scrisse queste pagine. Passaggi della guerra rivoluzionaria non nasce come un libro celebrativo né come un’autobiografia destinata ad alimentare il mito del suo autore. Il Che avverte piuttosto l’esigenza di consegnare ai militanti, agli studiosi e alle future generazioni il patrimonio di un’esperienza rivoluzionaria realmente vissuta. La memoria individuale diventa così uno strumento di formazione politica: ogni episodio, ogni successo, ogni errore, ogni sacrificio viene raccontato con l’intento di mostrare come una rivoluzione sia il risultato di un lungo processo collettivo, fatto di organizzazione, disciplina, partecipazione popolare e capacità di imparare anche dalle sconfitte.
È proprio questa scelta narrativa a rendere il libro straordinariamente moderno. Guevara non costruisce un racconto eroico del proprio ruolo, ma mette costantemente al centro il protagonismo collettivo del popolo cubano. Il lettore comprende così che la vittoria del gennaio 1959 non fu il frutto dell’azione di pochi uomini eccezionali, bensì il risultato dell’incontro tra una direzione politica rivoluzionaria e la partecipazione di migliaia di uomini e donne decisi a liberare il proprio Paese dalla dittatura di Batista e dalla subordinazione agli interessi economici stranieri. È questa la forza del libro: trasformare il ricordo personale in una lezione universale di storia e di politica. Il testo, infatti, è considerato una delle testimonianze dirette più importanti sulla Rivoluzione cubana proprio perché restituisce dall’interno il vissuto della guerriglia e il processo di costruzione del movimento rivoluzionario.
Ad aprire il volume è il saggio introduttivo di Nando Simeone, significativamente intitolato “Amore e Rivoluzione”. Il richiamo alla celebre affermazione del Che non è casuale. Simeone mostra come il pensiero guevariano sia lontano dalle caricature che troppo spesso lo hanno accompagnato. L’amore di cui parla il Che non è un sentimento astratto o privato, ma una scelta politica: la solidarietà verso gli ultimi, la difesa della dignità umana, l’internazionalismo e l’impegno per una società libera dallo sfruttamento dell’uomo sull’uomo. Il saggio accompagna il lettore nella comprensione del contesto storico della Rivoluzione cubana e restituisce ai ricordi del Che la loro dimensione etica, politica e umana.
Questa edizione assume inoltre un significato che va oltre la dimensione editoriale. La casa editrice Karl&Rosa ha deciso di destinare 10 euro per ogni copia venduta al sostegno dell’Ospedale e del Policlinico di Niquero, nella provincia di Granma, uno dei luoghi simbolo della Rivoluzione cubana. È una scelta profondamente coerente con il contenuto del libro. L’internazionalismo non viene evocato soltanto come valore storico, ma si traduce in un gesto concreto di solidarietà verso il popolo cubano, che continua a difendere il proprio sistema sanitario pubblico nonostante le enormi difficoltà economiche causate dall’embargo e dalle restrizioni internazionali.
La pubblicazione di Passaggi della guerra rivoluzionaria arriva in un momento storico che ne accresce ulteriormente l’attualità. Le politiche adottate dagli Stati Uniti nei confronti di Cuba, in particolare durante la presidenza di Donald Trump, hanno comportato un significativo irrigidimento delle sanzioni economiche e delle misure di pressione sull’isola, aggravando una situazione già segnata da decenni di embargo. Queste politiche hanno avuto ripercussioni sull’economia cubana e sull’accesso a beni essenziali, alimentando un dibattito internazionale che resta ancora oggi aperto. Rileggere il racconto del Che significa allora interrogarsi non solo sulla storia della Rivoluzione cubana, ma anche sul diritto dei popoli all’autodeterminazione e alla propria sovranità.
Naturalmente ogni lettore potrà maturare un proprio giudizio sull’esperienza rivoluzionaria cubana. Ma ciò che rende questo volume prezioso è il suo valore documentario: parlare della Rivoluzione attraverso la voce di uno dei suoi protagonisti significa confrontarsi direttamente con una fonte storica, senza filtri né semplificazioni.
Passaggi della guerra rivoluzionaria è dunque molto più di un libro di memorie. È una riflessione sul rapporto tra etica e politica, sulla costruzione della coscienza rivoluzionaria, sulla forza dell’organizzazione collettiva e sul significato dell’internazionalismo.
Non è casuale, allora, che questa edizione trasformi ogni copia acquistata in un gesto concreto di solidarietà verso l’Ospedale e il Policlinico di Niquero. È probabilmente il modo più coerente per rendere omaggio a Ernesto Che Guevara: non riducendolo a un’icona stampata su una maglietta, ma raccogliendo l’invito che attraversa tutta la sua opera, quello a tradurre gli ideali in azione concreta. Perché, ieri come oggi, l’internazionalismo non è uno slogan, ma una pratica di solidarietà tra i popoli. Ed è proprio questa coerenza tra memoria, impegno culturale e sostegno concreto al popolo cubano a fare di questa edizione di Karl&Rosa non solo una pubblicazione editoriale di grande interesse, ma anche un autentico atto politico e umanitario.

















