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  • Recensione del libro “Passaggi della guerra rivoluzionaria”

    Recensione del libro “Passaggi della guerra rivoluzionaria”

    di Leonardo De Angelis

    “Passaggi della guerra rivoluzionaria”: il Che parla ancora al nostro tempo

    «Il vero rivoluzionario è guidato da grandi sentimenti d’amore.»
    Ernesto Che Guevara

    Poche frasi riescono a sintetizzare il pensiero di Ernesto Che Guevara come questa. Dietro l’immagine, troppo spesso ridotta a una semplice icona, si cela infatti una concezione della rivoluzione fondata non sull’odio, ma sull’amore per gli oppressi, sulla solidarietà internazionalista e sulla convinzione che un mondo più giusto sia possibile.

    È questo il filo conduttore che attraversa Passaggi della guerra rivoluzionaria, riproposto in una nuova edizione dalla casa editrice Karl&Rosa. Il volume non è soltanto la memoria di una rivoluzione vittoriosa: è la testimonianza viva di un processo di liberazione nazionale e sociale che continua ancora oggi a interrogare il nostro presente.

    Il sottotitolo, “La storia della rivoluzione cubana narrata con i ricordi”, ne descrive perfettamente la natura. Ernesto Che Guevara non scrive una storia ufficiale della Rivoluzione cubana né un trattato di teoria politica. Racconta ciò che ha vissuto: le marce nella Sierra Maestra, la costruzione dell’Esercito Ribelle, il rapporto con i contadini, le difficoltà materiali, gli errori, le sconfitte e le vittorie. Attraverso questi ricordi il lettore scopre come una rivoluzione sia anzitutto un’opera collettiva, costruita giorno dopo giorno grazie alla coscienza politica, all’organizzazione, alla disciplina e alla partecipazione popolare.

    Un aspetto fondamentale, spesso trascurato, riguarda le finalità stesse con cui Guevara scrisse queste pagine. Passaggi della guerra rivoluzionaria non nasce come un libro celebrativo né come un’autobiografia destinata ad alimentare il mito del suo autore. Il Che avverte piuttosto l’esigenza di consegnare ai militanti, agli studiosi e alle future generazioni il patrimonio di un’esperienza rivoluzionaria realmente vissuta. La memoria individuale diventa così uno strumento di formazione politica: ogni episodio, ogni successo, ogni errore, ogni sacrificio viene raccontato con l’intento di mostrare come una rivoluzione sia il risultato di un lungo processo collettivo, fatto di organizzazione, disciplina, partecipazione popolare e capacità di imparare anche dalle sconfitte.

    È proprio questa scelta narrativa a rendere il libro straordinariamente moderno. Guevara non costruisce un racconto eroico del proprio ruolo, ma mette costantemente al centro il protagonismo collettivo del popolo cubano. Il lettore comprende così che la vittoria del gennaio 1959 non fu il frutto dell’azione di pochi uomini eccezionali, bensì il risultato dell’incontro tra una direzione politica rivoluzionaria e la partecipazione di migliaia di uomini e donne decisi a liberare il proprio Paese dalla dittatura di Batista e dalla subordinazione agli interessi economici stranieri. È questa la forza del libro: trasformare il ricordo personale in una lezione universale di storia e di politica. Il testo, infatti, è considerato una delle testimonianze dirette più importanti sulla Rivoluzione cubana proprio perché restituisce dall’interno il vissuto della guerriglia e il processo di costruzione del movimento rivoluzionario.

    Ad aprire il volume è il saggio introduttivo di Nando Simeone, significativamente intitolato “Amore e Rivoluzione”. Il richiamo alla celebre affermazione del Che non è casuale. Simeone mostra come il pensiero guevariano sia lontano dalle caricature che troppo spesso lo hanno accompagnato. L’amore di cui parla il Che non è un sentimento astratto o privato, ma una scelta politica: la solidarietà verso gli ultimi, la difesa della dignità umana, l’internazionalismo e l’impegno per una società libera dallo sfruttamento dell’uomo sull’uomo. Il saggio accompagna il lettore nella comprensione del contesto storico della Rivoluzione cubana e restituisce ai ricordi del Che la loro dimensione etica, politica e umana.

    Questa edizione assume inoltre un significato che va oltre la dimensione editoriale. La casa editrice Karl&Rosa ha deciso di destinare 10 euro per ogni copia venduta al sostegno dell’Ospedale e del Policlinico di Niquero, nella provincia di Granma, uno dei luoghi simbolo della Rivoluzione cubana. È una scelta profondamente coerente con il contenuto del libro. L’internazionalismo non viene evocato soltanto come valore storico, ma si traduce in un gesto concreto di solidarietà verso il popolo cubano, che continua a difendere il proprio sistema sanitario pubblico nonostante le enormi difficoltà economiche causate dall’embargo e dalle restrizioni internazionali.

    La pubblicazione di Passaggi della guerra rivoluzionaria arriva in un momento storico che ne accresce ulteriormente l’attualità. Le politiche adottate dagli Stati Uniti nei confronti di Cuba, in particolare durante la presidenza di Donald Trump, hanno comportato un significativo irrigidimento delle sanzioni economiche e delle misure di pressione sull’isola, aggravando una situazione già segnata da decenni di embargo. Queste politiche hanno avuto ripercussioni sull’economia cubana e sull’accesso a beni essenziali, alimentando un dibattito internazionale che resta ancora oggi aperto. Rileggere il racconto del Che significa allora interrogarsi non solo sulla storia della Rivoluzione cubana, ma anche sul diritto dei popoli all’autodeterminazione e alla propria sovranità.

    Naturalmente ogni lettore potrà maturare un proprio giudizio sull’esperienza rivoluzionaria cubana. Ma ciò che rende questo volume prezioso è il suo valore documentario: parlare della Rivoluzione attraverso la voce di uno dei suoi protagonisti significa confrontarsi direttamente con una fonte storica, senza filtri né semplificazioni.

    Passaggi della guerra rivoluzionaria è dunque molto più di un libro di memorie. È una riflessione sul rapporto tra etica e politica, sulla costruzione della coscienza rivoluzionaria, sulla forza dell’organizzazione collettiva e sul significato dell’internazionalismo.

    Non è casuale, allora, che questa edizione trasformi ogni copia acquistata in un gesto concreto di solidarietà verso l’Ospedale e il Policlinico di Niquero. È probabilmente il modo più coerente per rendere omaggio a Ernesto Che Guevara: non riducendolo a un’icona stampata su una maglietta, ma raccogliendo l’invito che attraversa tutta la sua opera, quello a tradurre gli ideali in azione concreta. Perché, ieri come oggi, l’internazionalismo non è uno slogan, ma una pratica di solidarietà tra i popoli. Ed è proprio questa coerenza tra memoria, impegno culturale e sostegno concreto al popolo cubano a fare di questa edizione di Karl&Rosa non solo una pubblicazione editoriale di grande interesse, ma anche un autentico atto politico e umanitario.

    Leonardo De Angelis

    23 Luglio 2026
    Libri nuovi
  • Un libro per la memoria della Rivoluzione, un aiuto concreto alla Cuba che resiste

    Un libro per la memoria della Rivoluzione, un aiuto concreto alla Cuba che resiste

    Di Leonardo De Angelis

    In un momento storico in cui Cuba continua a pagare il prezzo di un criminale e anacronistico blocco economico imposto dagli Stati Uniti da oltre sessant’anni, la pubblicazione di “Passaggi della guerra rivoluzionaria” di Ernesto Che Guevara, con il saggio introduttivo di Nando Simeone, assume un significato che va ben oltre quello puramente editoriale.

    L’opera del Che restituisce la voce diretta di uno dei protagonisti della lotta rivoluzionaria che liberò Cuba dalla dittatura di Batista e dall’asservimento agli interessi economici e politici nordamericani. Attraverso il racconto delle esperienze vissute nella Sierra Maestra, il lettore può riscoprire le ragioni profonde di una rivoluzione che ha posto al centro la dignità, la giustizia sociale, l’indipendenza nazionale e il diritto dei popoli a scegliere il proprio destino.

    Oggi, a distanza di decenni da quella straordinaria esperienza, Cuba continua a difendere la propria sovranità nonostante le enormi difficoltà generate dall’embargo statunitense, una politica di aggressione economica che colpisce soprattutto la popolazione civile, limitando l’accesso a risorse, tecnologie, medicinali e strumenti indispensabili per il funzionamento dei servizi pubblici, a partire dalla sanità.

    Per questo la pubblicazione del volume è strettamente collegata a una concreta iniziativa di solidarietà internazionalista. Per ogni copia acquistata, 10 euro saranno destinati al sostegno dell’Ospedale e del Policlinico di Niquero, nella provincia di Granma, territorio simbolo della Rivoluzione cubana e luogo in cui ancora oggi si affrontano con dignità le conseguenze delle difficoltà economiche imposte dall’esterno.

    Si tratta di un gesto semplice ma significativo: trasformare la lettura e la conoscenza in un atto di sostegno concreto verso un popolo che da decenni resiste alle pressioni economiche e politiche della più grande potenza mondiale senza rinunciare ai principi di solidarietà, uguaglianza e giustizia sociale.

    Ma l’impegno della casa editrice non si ferma qui. Nel segno di quella visione che unisce cultura e solidarietà, memoria e futuro, è stata assunta anche la decisione di donare alla Casa de la Cultura di Niquero due copie di ciascuno dei libri finora pubblicati. Un piccolo contributo alla diffusione della cultura, dello scambio tra i popoli e della conoscenza reciproca.

    Perché la solidarietà non è soltanto aiuto materiale. È anche condivisione di idee, esperienze, storia e cultura. È, per dirla con uno slogan che appartiene alla migliore tradizione del movimento operaio e internazionalista, “il pane e le rose”: il sostegno concreto ai bisogni immediati e, insieme, il nutrimento della mente e della coscienza.

    Acquistare “Passaggi della guerra rivoluzionaria” significa dunque compiere una scelta che unisce memoria storica e impegno presente. Significa riscoprire il pensiero e l’esempio del Che, sostenere la sanità pubblica cubana e contribuire a rafforzare quei legami di solidarietà internazionale che nessun blocco economico potrà mai spezzare.

    Un libro, una storia di liberazione, un gesto concreto a favore di Cuba che resiste.

    Leonardo De Angelis

    18 Giugno 2026
    Libri nuovi
  • Comunicato stampa: “Viva le Rivoluzioni” – Presentazione del libro a Roma

    Comunicato stampa: “Viva le Rivoluzioni” – Presentazione del libro a Roma

    Di Redazione Karl&Rosa

    Venerdì 6 febbraio 2026, alle ore 17:30, presso la Libreria Anomalia di Roma San Lorenzo (Via dei Campani, 73), si terrà la presentazione del libro “Viva le Rivoluzioni”, edito dalla Casa Editrice Karl&Rosa.

    Già il nome della casa editrice richiama con forza il valore politico e teorico di questa pubblicazione, che si inserisce pienamente nel solco della grande tradizione del pensiero critico e rivoluzionario.

    Il volume, a cura di Nando Simeone, propone la ristampa di due testi fondamentali del pensiero marxista:

    • “Riforma sociale o rivoluzione?” di Rosa Luxemburg
    • “La guerra civile in Francia e la Comune di Parigi” di Karl Marx

    Due opere che, pur scritte in un altro secolo, parlano con straordinaria attualità al nostro presente, segnato da crisi sistemiche, guerre, disuguaglianze crescenti e da una sempre più evidente necessità di trasformazione radicale della società.

    Alla presentazione interverranno:

    • Daniela Alessandri, Segreteria regionale Lazio PRC
    • Fabrizio Burattini, Sinistra Anticapitalista

    Coordina l’incontro Leonardo De Angelis, redattore della Casa Editrice Karl&Rosa.

    La scelta di organizzare questa presentazione è strettamente connessa con quanto di tragico sta accadendo nel mondo in questi giorni. Tuttavia, dentro questo scenario cupo, emergono anche alcuni raggi di luce, segnali di resistenza e di speranza: dalle dinamiche politiche che attraversano New York, alla Francia di Mélenchon, fino alle recenti evoluzioni istituzionali in Irlanda. Frammenti di futuro che rendono ancora più urgente tornare a interrogarsi sul significato di riforma, rivoluzione, democrazia e potere popolare.

    “Viva le Rivoluzioni” non è solo un libro da leggere, ma uno strumento per comprendere il presente e immaginare il cambiamento.

    Ingresso libero.

    Leonardo De Angelis

    27 Gennaio 2026
    Libri nuovi
  • Presentazioni di “Scalando il cielo” a Roma e Napoli

    Presentazioni di “Scalando il cielo” a Roma e Napoli

    Di Gino Perri

    💥🔥📙 Le presentazioni del mio libro, a Roma il 10 e a Napoli il 13 maggio, sono andate bene, emozionanti e commoventi.

    😚😚😚 Varie casualità, come ad es. a Napoli la scossa di terremoto – che ha provocato un grande traffico, e un po di “delirio” nel trasporto pubblico -, hanno ridotto la partecipazione prevista, che, comunque, é stata molto dignitosa.

    👨‍👩‍👧🧑‍🤝‍🧑👯‍♂️ Interessanti e stimolanti le discussioni e la voglia di ritrovarsi a continuarle quando uscirà la 2a parte. ❌️❌️❌️ A Roma c’erano varie persone del mio paesello🧡, Scala Coeli (Cs), fra cui la mia “fidanzata” platonica che non vedevo da 61 anni❗️

    🔴🔴🔴 In tutt’e due i posti, ci sono stati interventi di relatori come Pasquale Tridico , Guido Viale, Stefano Zago e l’editore della Casa Editrice Karl&Rosa Nando Simeone, che ci hanno dato importanti contributi.

    🫂🫂🫂 A Napoli abbiamo portato la nostra solidarietà (e il libro) a Nives Monda, sotto attacco x aver manifestato il suo sostegno al popolo Palestinese.

    🗣🗣🗣 Ringrazio di cuore, anche le/gli altre/i presenze collaborative: Maria Santarossa, la #libreriaanomaliaLeonardo De AngelisGiovanna Russo.

    😊😊😊 Sono contento tantissimo, perché sto verificando di aver fatto una “cosa” bella e utile ❗️

    🔥🔥🔥 Ne ho approfittato per rivisitare un po di tutt’e 2 le città, ma Napule é… mille culture❗️

    😊 Venerdi 16 le presentazioni saranno a Bussero, domenica al Circolo Arci Grossoni di Milano, il 20 e 21 a Bolzano e poi altre❗️

    Circolo MetromondoEventi MetromondoTeleambiente#libreriaAnomalia#metromondo#karlerosa#follower#noallaguerra#1maggio#mettereinevidenza#maydayparade2025

    Leonardo De Angelis

    16 Maggio 2025
    Libri, Libri nuovi
  • Recensione del libro “Scalando il cielo-autobiografia di un operaio sognatore”

    Recensione del libro “Scalando il cielo-autobiografia di un operaio sognatore”

    Di Daniele Biacchessi

    “Scalando il cielo” di Gino Perri non è una autobiografia, neppure un saggio politico, un romanzo di formazione.

    È la storia di un uomo che ha scalato il cielo dalla Calabria alla Milano operaia, scegliendo la politica dal basso, quella che non si fa più, dei fatti concreti, e il sindacato di base che non fa compromessi o finti accordi.

    La vita di Gino Perri corre parallela con la storia di una parte del paese che sognava un cambiamento radicale, una trasformazione culturale, la ricerca di un pensiero critico, un’opposizione ai modelli di sviluppo capitalistici.

    Quel cambiamento purtroppo non c’è stato, ma rimangono i sogni e le idee di una generazione che voleva non solo scalare, ma anche assaltare il cielo. Leggere questo libro è come sfogliare le pagine di un diario, dove le parole annodano date, luoghi, fatti e perfino orari.

    Qui non c’è il rammarico di una sconfitta.

    Qui c’è il coraggio e la forza di un uomo libero che ancora oggi dimostra quanto la solidarietà sia il vero modello politico da seguire.

    Leonardo De Angelis

    1 Aprile 2025
    Libri nuovi
  • Presentazione del libro “Israele Palestina”

    Presentazione del libro “Israele Palestina”

    Di Redazione Karl&Rosa

    Ieri, venerdì 28 Marzo, si è svolta presso la libreria Tomo in Via degli Etruschi, 4 a San Lorenzo (Roma), la prima presentazione del libro “Israele Palestina, NO al genocidio, SI alla soluzione binazionale” scritto da Nando Simeone.

    L’incontro è stato introdotto da Germano Monti (attivista per i diritti umani) ed ha visto la partecipazione, oltre dell’autore Nando Simeone, del giornalista italo-siriano Fouad Rouehia e della giornalista italo-palestinese Alba Nabulsi.

    Interessante il dibattito che si è sviluppato grazie agli interventi dalla sala, con una visione quasi unanime sulla necessità della “soluzione binazionale” quale unica possibilità di uscita per la drammatica situazione in cui sta vivendo il popolo Palestinese.

    Leonardo De Angelis

    29 Marzo 2025
    Libri nuovi, Palestina, Uncategorized
  • Recensione del libro “Israele Palestina: No al Genocidio, Sì alla Soluzione Binazionale”

    Recensione del libro “Israele Palestina: No al Genocidio, Sì alla Soluzione Binazionale”

    Di Leonardo De Angelis

    Il libro Israele Palestina: No al Genocidio, Sì alla Soluzione Binazionale si inserisce in un dibattito tanto urgente quanto drammaticamente attuale. Con una prospettiva marxista ecosocialista, il volume si propone di decostruire la narrazione dominante sulla questione israelo-palestinese, offrendo un’analisi critica e radicale delle cause profonde del conflitto. Non si tratta solo di una denuncia dell’occupazione e delle violenze perpetrate contro il popolo palestinese, ma di una riflessione più ampia sul ruolo del capitalismo, dell’imperialismo e delle lotte di classe nel determinare gli equilibri di potere nella regione.

    Un’analisi fuori dal coro

    Nel panorama mediatico occidentale, il conflitto israelo-palestinese viene spesso ridotto a uno scontro etnico-religioso o a una questione di “sicurezza” per lo Stato di Israele. Questo libro, invece, ribalta questa visione e mostra come il sionismo abbia operato storicamente come un progetto coloniale d’insediamento, sostenuto dalle potenze imperialiste per garantire la stabilità dei loro interessi geopolitici. L’autore, Nando Simeone, raccoglie nel libro articoli di diversi giornalisti – tra cui intellettuali palestinesi e israeliani impegnati nella lotta contro il colonialismo – che dimostrano come la resistenza palestinese venga criminalizzata, mentre la sistematica oppressione israeliana viene spesso occultata dai media mainstream.

    Il testo si concentra sulle contraddizioni interne a Israele e sulle dinamiche globali che alimentano l’oppressione, sottolineando il declino dell’egemonia statunitense e il ruolo delle guerre commerciali nell’inasprire le tensioni. La repressione nei territori occupati, l’espansione delle colonie e la violenza quotidiana contro i palestinesi vengono analizzate nel contesto più ampio della crisi del capitalismo globale e del fallimento delle potenze occidentali nell’affrontare le sfide economiche ed ecologiche.

    Il 7 Ottobre e le sue conseguenze

    Un evento che ha segnato drammaticamente la recente escalation del conflitto è l’attacco del 7 ottobre, un massacro di civili che non può essere ignorato né giustificato. Tuttavia, il libro evidenzia come la risposta di Israele, caratterizzata da bombardamenti indiscriminati, assedi e atti di punizione collettiva contro l’intera popolazione palestinese, rappresenti una reazione sproporzionata e una violazione del diritto internazionale. La tragedia di quella giornata non può essere utilizzata per legittimare una politica di annientamento, né per giustificare la negazione del diritto del popolo palestinese all’autodeterminazione e alla giustizia.

    L’importanza del contributo degli autori

    Uno degli elementi di maggior valore di questo libro è la pluralità di voci che lo compongono. Nando Simeone ha raccolto e curato articoli di intellettuali palestinesi e israeliani impegnati nella lotta contro il colonialismo sionista, offrendo una prospettiva articolata e profonda sulle radici del conflitto. Gli scritti selezionati non si limitano a descrivere l’oppressione nei territori occupati, ma analizzano anche le contraddizioni interne a Israele e il ruolo delle potenze occidentali, in particolare degli Stati Uniti, nel perpetuare la violenza. Questa ricchezza di contributi consente al lettore di comprendere le diverse sfaccettature del conflitto, andando oltre le semplificazioni e i pregiudizi diffusi dai media mainstream.

    Il contributo del marxismo ecosocialista

    Uno degli aspetti più innovativi del libro è l’approccio ecosocialista, che lega la questione palestinese alla crisi ambientale e alla logica espansionistica del capitalismo. L’autore sostiene che il sistema attuale, basato sul profitto illimitato e sulla distruzione delle risorse naturali, non sia compatibile con una soluzione giusta e sostenibile. Come nella Comune di Parigi analizzata da Marx, il potere non può essere semplicemente riformato: deve essere radicalmente trasformato per garantire giustizia sociale ed equità ecologica.

    Un’opera necessaria per un dibattito autentico

    L’introduzione di Alba Nabulsi arricchisce ulteriormente il volume, fornendo una prospettiva militante e culturale che permette di comprendere la complessità della lotta palestinese. La sua esperienza accademica e sul campo offre al lettore strumenti essenziali per interpretare il conflitto al di fuori degli schemi imposti dalla propaganda occidentale.

    In definitiva, Israele Palestina: No al Genocidio, Sì alla Soluzione Binazionale è un libro imprescindibile per chiunque voglia approfondire la realtà della questione palestinese senza filtri ideologici imposti dal potere. Un’opera che non si limita alla denuncia, ma che offre una visione alternativa e radicale di futuro, basata sulla giustizia, sull’autodeterminazione e sulla necessità di superare le logiche capitaliste che perpetuano il conflitto.

    Leonardo De Angelis

    11 Marzo 2025
    Libri nuovi, Palestina
  • Venerdì 6 dicembre 2024: prima presentazione del libro “In guerra con Tale” di Marisa Manno.

    Venerdì 6 dicembre 2024: prima presentazione del libro “In guerra con Tale” di Marisa Manno.

    Di Marisa Manno

    L’evento è avvenuto nella sala della biblioteca comunale di San Donato, in provincia di Lecce, alla presenza del sindaco Alessandro Quarta, del consigliere delegato alla biblioteca Antonio Luceri e di decine di cittadine e cittadini dello stesso paese ma anche di Lecce e di altri paesi vicini.

    Il prof. Maurizio Nocera, poliedrico intellettuale salentino, scrittore, poeta, storico e ricercatore, ha introdotto la serata parlando del romanzo storico, tipologia scelta dall’autrice per il suo lavoro e della forma dialogica che spesso contraddistingue le narratrici femminili. Si è soffermato sull’importanza di trattare il tema del colonialismo e della guerra, soprattutto in un momento come quello attuale in cui gli eventi rischiano di portarci verso un altro conflitto mondiale enormemente più disastroso. “Il colonialismo non è affatto terminato,” ha affermato Nocera “prosegue l’aggressione di superpotenze e potenze regionali per accaparrarsi risorse e territori”.

    Ha dato poi la parola al consigliere Luceri che ha sottolineato l’importanza di conservare e trasmettere la memoria di quanto è accaduto nel periodo analizzato dall’autrice e soprattutto del vissuto dei nostri stessi concittadini che spesso, malauguratamente, tendiamo a trascurare.


    L’editore Nando Simeone ha parlato degli obiettivi della Casa Editrice Karl&Rosa da lui diretta, della necessità di recuperare documenti e analisi compiute da storici ed intellettuali del secolo scorso e dell’800 per leggere correttamente il presente. In questa direzione si collocano anche narrazioni degli eventi che hanno interessato il nostro passato e che influenzano ancora la nostra vita attuale.

    La serata è proseguita con domande all’autrice che ha espresso il proprio rammarico per non aver raccolto in tempo le testimonianze di Vittorio, il personaggio principale del libro. Il lavoro di ricostruzione di quel pezzo di vissuto, che va dal 1938 al 1946, è stato piuttosto lungo ed ha compreso ricerche negli archivi locali, lettere alla Croce Rossa Internazionale di Ginevra, all’Archivio di Stato, al Campo di Concentramento di Zonderwater, in Sudafrica, letture di libri pubblicati sull’argomento e ricerche online. “Sulla rete” ha affermato l’autrice “si trovano tantissimi diari di prigionieri, racconti autobiografici, studi relativi a quel periodo, fotografie e filmati. Se si vuole sapere davvero si trova moltissimo”.

    L’autrice ha spiegato perché la scelta di Tale nel titolo. Tale è naturalmente Vittorio Manno, ma Tale erano tutti i soldati così nominati sui fogli militari. Quindi, uno come tanti, uno delle centinaia di giovani chiamati a prestare il servizio militare e poi a combattere in difesa della patria.

    Per questo il personaggio di Vittorio è circondato da un gruppo di genieri pugliesi e un napoletano con i quali condivide vicende e problematiche.
    Il prof. Nocera non ha mancato di fare domande “difficili” all’autrice come quella sulla scelta di parlare poco delle donne in tutta la sua narrazione. ”In realtà” risponde l’autrice “questo è un libro ‘gemello’ del precedente lavoro ‘La Lenarda’ che tratta dello vicende dello stesso periodo, dal punto di vista di Giulia. Quindi, tutto al femminile”.

    Un’altra domanda “difficile” riguarda il prossimo lavoro. L’autrice scriverà dell’esperienza che ora la tiene impegnata in un collettivo di Donne per la Palestina? “Concentriamoci sulle cose da fare oggi,” risponde Marisa Manno “è importante ora informare su quello che sta accadendo a Gaza, in Cisgiordania, in Libano e in Siria. Cerchiamo di farlo dando la parola direttamente a chi cerca di sopravvivere in quella situazione disastrosa. Vi sono giovani donne, presenti anche in questa sala, che potranno scrivere di questo”.

    Il sindaco chiude l’incontro ribadendo il suo impegno a sostenere tutte le iniziative culturali che caratterizzano il paese di San Donato come “città d’arte”, ancor più convintamente quando un libro si riferisce proprio alla storia dei concittadini e al territorio.

    Leonardo De Angelis

    11 Dicembre 2024
    Libri nuovi
  • Recensione del libro “In guerra con Tale” di Marisa Manno

    Recensione del libro “In guerra con Tale” di Marisa Manno

    Di Verena Del Pinto

    Premessa


    Vittorio Manno era un giovane nato in un piccolo paese del sud, San Donato, in provincia di Lecce. Figlio di padre muratore, aveva perso la mamma a tre anni e aveva vissuto la propria fanciullezza seguito nei limiti del possibile dalle sorelle maggiori che erano impegnate nei lavori agricoli e nelle faccende domestiche. Il parroco del paese, conoscendo la condizione della famiglia, per gentilezza lo aveva chiamato a fare il sagrestano in modo che restasse nel paese e potesse prendersi cura dei propri cari. Abitavano i una piccola casa di due stanze, proprio a fianco alla chiesa, dentro una corte dove si erano sistemate altre cinque famiglie.
    Il ragazzo aveva vissuto liberamente, passando molto tempo per strada come facevano tutti i suoi coetanei poveri. Aveva frequentato la scuola fino alla seconda elementare e sapeva leggere e scrivere. Poi aveva dovuto trovarsi un impegno per imparare un mestiere. Aveva perciò frequentato le diverse botteghe artigiane del paese: quella del falegname, quella del calzolaio e quella dell’elettricista che si presentava come l’attività del futuro.
    Aiutava anche il padre in alcune mansioni legate al suo impegno come sagrestano e frequentando spesso la chiesa aveva incontrato Giulia che seguiva con assiduità le
    funzioni religiose insieme alla sua famiglia. Era stato amore a prima vista. Amore tenuto segreto perché il padre di lei, Leonardo, non aveva nessuna intenzione di permettere che la figlia frequentasse un ragazzo che non aveva “né arte né parte”. Aveva ben altri piani. Era sì un contadino ma col suo tenace lavoro ed una forza fisica fuori dal comune era riuscito a comperare dei terreni che lo mettevano in una condizione economica abbastanza tranquilla. Sperava perciò per Giulia un avvenire ancora migliore.
    I due ragazzi invece erano pronti a lottare per difendere i propri sentimenti e, in seguito a contrasti ancora più violenti tra la ragazza e il padre, decisero di fuggire insieme.
    Una vergogna e una ferita senza pari per Leonardo che chiese al sagrestano di suonare le campane a morto perché ormai considerava sua figlia perduta per sempre.
    Vittorio e Giulia si trovarono un alloggio e un lavoro. Lui lavorava come elettricista quando lo chiamavano e lei come tabacchina in una fabbrica di tabacco a Lecce.
    Ebbero una bambina, Maria, che purtroppo morì da piccola. Ci vollero molti mesi prima che Leonardo facesse pace con Giulia e offrisse a Vittorio la possibilità di lavorare in campagna con lui.
    Poi, Giulia rimase incinta una seconda volta e nacque una bimba a cui dettero nuovamente il nome Maria.

    Il romanzo


    E’ qui che inizia la storia che l’autrice racconta nel romanzo “In guerra con Tale”.

    Tale è naturalmente Vittorio che come migliaia di giovani, tutti definiti Tale dall’Amministrazione Militare, viene chiamato a svolgere il servizio militare a Trani e successivamente a Bengasi, nella “Quarta Sponda” dell’Impero d’Italia.
    Qui Vittorio segue l’addestramento militare nel corpo del Genio e diviene radio-telegrafista. Conosce e si lega con altri giovani conterranei con i quali condividerà prima la scoperta della vita coloniale in Africa e poi la dolorosa esperienza della prigionia.
    L’entrata in guerra dell’Italia a fianco della Germania, il 10 giugno 1940, frantuma il sogno di rientrare nel suo paese, San Donato di Lecce, e ricongiungersi con la sua Giulia.
    Viene catturato dagli inglesi alla fine del 1940 e passa i primi mesi nei campi di prigionia in Egitto, poi in Sudafrica e, infine, in Scozia dove viene trattenuto come prigioniero fino al marzo 1946, ben dopo la fine della guerra in Europa.
    L’autrice ha ricostruito le diverse tappe del protagonista attraverso ricordi personali, ricerche in archivi, siti italiani e internazionali, lettura di diari di militari o parenti degli stessi e grazie a numerose fotografie inviate da Vittorio a Giulia.
    L’intento non è solo raccontare quel tratto di vita del padre ma di una più vasta comunità del sud italiano illusa dalle roboanti promesse di benessere del fascismo e precipitata nella assurda realtà della guerra e nell’ amara esperienza della prigionia.
    Il racconto è concepito come narrazione di quanto il protagonista e il gruppo degli amici genieri potevano sapere, non solo per esperienza personale ma anche attraverso
    i giornali e la radio a cui potevano accedere.
    L’autrice tuttavia ha inserito date e fatti accaduti durante la Seconda Guerra mondiale per mantenere un quadro di riferimento storico, se pur approssimativo.

    Leonardo De Angelis

    13 Novembre 2024
    Libri nuovi
  • 2ª giornata-studio per Maurizio Federico – Lotte operaie e contadine: Lazio sud e Caserta

    2ª giornata-studio per Maurizio Federico – Lotte operaie e contadine: Lazio sud e Caserta

    Di Romeo Fraioli

    2ª GIORNATA-STUDIO Si è svolta sabato 4 maggio la seconda giornata di studio in onore del giornalista, politico e storico del movimento operaio e contadino nel Lazio meridionale Maurizio Federico, scomparso a Frosinone nell’agosto del 2022.

    Quando mi è stato proposto di presentare ad Arce, nella sede del Centro studi Bernardo Nardone, il nuovo libro di Nando Simeone Ottobre 1917 e il Biennio Rosso 1919-1920. La rivolta contadina nella Terra di Lavoro di Caserta, ho avuto subito la convinzione che forse non c’era posto più appropriato per farlo, per diversi validissimi motivi.

    Intanto perché il libro ripercorre in toto il periodo in cui operò l’avv. socialista prima, comunista poi Bernardo Nardone, a cui il centro studi è intitolato, ma anche perché il titolo del libro riportava inevitabilmente al ricordo di Maurizio Federico e al suo Il Biennio Rosso in Ciociaria 1919-1920 pubblicato nel 1985 e in cui è presente una corposa storiografia del movimento operaio e contadino nel Lazio meridionale curata da Gioacchino Giammaria.

         Uno dei progetti a cui teneva tantissimo Maurizio era proprio l’ampliamento di quella storiografia così ben delineata da Giammaria, oramai ferma però al 1985; e voleva farlo proprio attraverso una giornata di studio, organizzata di concerto con il Centro studi Bernardo Nardone, che coinvolgesse storici, studiosi, ricercatori e semplici appassionati di storia del Lazio meridionale.

    Tutto ciò era stato programmato per il mese di settembre del 2022. Non ce n’è più stato il tempo!

         L’occasione ci è stata fornita da Nando Simeone, psicologo di origine contadina, da sempre impegnato politicamente, che è stato tra i protagonisti del movimento della Pantera e delle mobilitazioni che sfociarono nelle giornate di contestazione al vertice G8 di Genova del 2001.

    2ª giornata-studio per Maurizio Federico

    È stato dirigente e consigliere del Partito della Rifondazione Comunista dal 2003 al 2008 e vicepresidente del consiglio Provinciale di Roma; membro del Direttivo nazionale Filcams Cgil, del Direttivo regionale Cgil Roma e Lazio e dell’Esecutivo nazionale “Riconquistiamo Tutto”. È stato tra i fondatori di Sinistra Critica, oggi Sinistra Anticapitalista.

    È tutt’ora membro dell’Assemblea generale della Filcams CGIL di Roma ed è presidente della casa editrice Karl&Rosa.

    Tra le sue pubblicazioni, La democrazia Partecipativa di Raul Pont del 2005, Gli studenti della Pantera. Storia di un movimento rimosso del 2010 e 1968 La Rivolta Necessaria del 2018. Nel 2019 ha curato il libro Rosa Luxemburg, Socialismo o barbarie (La crisi della socialdemocrazia).

    Dopo un accorato e nutrito ricordo di Maurizio Federico da parte di Angelino Loffredi, giornalista e scrittore, che ha rimarcato come entrambi, per più di trenta anni, abbiano condiviso le stesse idee e lo stesso impegno nel PCI, un uditorio numeroso ed attento si è immerso nella storia del xx secolo, esplorando il tessuto delle lotte sociali, l’importanza dell’intreccio tra la rivolta operaia e quella contadina e il contesto europeo in cui tutto ciò si è verificato.

    Magistralmente moderati da Giovanni Martini, dell’Associazione culturale Fabrateria, si sono susseguiti gli interessanti interventi di Alessandro Marcuccilli, fondatore e Rettore dell’Università popolare Antica Terra di Lavoro che ha relazionato su Questione meridionale e il biennio rosso; il giornalista e scrittore Fernando Riccardi su “La protesta femminile in alta Terra di Lavoro nel 1917; il giornalista e storico sociale Pino Pelloni, segretario generale della Fondazione Levi Pelloni di Roma su La rivoluzione di ottobre 1917 vista dai socialisti italiani nell’inedito racconto di Camilla Ravera.

    Infine Nando Simeone ha illustrato come la sua ultima pubblicazione ripercorre le radici delle rivolte contadine che plasmarono il destino della provincia di Caserta durante il biennio rosso, il ruolo delle forze produttive mature, dei rapporti di classe e dell’ecosistema sociale nel contesto del periodo e come il fascismo ha rappresentato la vendetta e la reazione della classe dominante in risposta al panico che aveva provato nel settembre 1920.

         Su questi ed altri temi si è aperta una costruttiva discussione che ha coinvolto tutto il pubblico presente.

    Alla luce di tutto ciò possiamo sicuramente affermare che la storiografia del movimento operaio e contadino nel Lazio meridionale, tanto cara a Maurizio Federico, si arricchisce oggi della pubblicazione di Nando Simeone “Ottobre 1917 e il Biennio Rosso 1919-1920. La rivolta contadina nella Terra di Lavoro di Caserta“.

    Non avevamo modo migliore per ricordarlo e onorarlo.

    Articolo tratto da: https://www.unoetre.it/2024/05/08/2a-giornata-studio-per-maurizio-federico/

    Leonardo De Angelis

    8 Maggio 2024
    Libri, Libri nuovi
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