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  • “Presidio Poesia per la Pace”: “Parliamo della Palestina: il nuovo libro di Nando Simeone” 

    “Presidio Poesia per la Pace”: “Parliamo della Palestina: il nuovo libro di Nando Simeone” 

    Di Ludovica Pino

    Venerdì 4 luglio, all’interno dell’Ostello Novello in Piazza Regina Margherita, a Novoli (Lecce), c’è stata la presentazione del libro “Israele Palestina – No al genocidio, sì alla soluzione binazionale” dello scrittore e militante della sinistra rivoluzionaria sindacale e politica romana Nando Simeone, con cui ho avuto anche il piacere di chiacchierare verso la fine dell’evento. Insieme a lui, il sindacalista e coordinatore della serata Sergio Bellavita e l’attivista, scrittrice e membro del Collettivo Donne per la Palestina Marisa Manno.
    L’evento, gestito dalla Saletta della Cultura e in collaborazione con il sindacato USB Lecce e l’associazione Fuoriluogo ODV, è stata l’occasione migliore per interrogarsi su un punto di cui vale la pena parlare e che tocca la sensibilità di tutti noi: qual è il futuro per la Palestina di oggi?

    Ciò che n’è uscito ha decisamente soddisfatto le mie aspettative: un pubblico completamente attento e che pendeva dalle labbra di coloro che, in maniera chiara e competente, esponevano aneddoti storici, accenni geopolitici e considerazioni fondate, sottolineando per esempio l’isolamento assoluto in cui si trovano i palestinesi, vittime dell’arroganza e prepotenza dei coloni israeliani supportati dai Paesi dell’UE, della disinformazione che ne fanno le tv di Stato e del sentimento di impotenza e di una certa “assuefazione” dinanzi a eventi drammatici e disumani.
    Gli interventi stessi da parte delle persone in sala, sicuramente non unilaterali e sfociati in piccoli divari riguardanti i mezzi di comunicazione più attendibili, non hanno fatto altro che confermare che non si può più stare in silenzio e voltare le spalle, ma anzi rimboccarsi le maniche e dare il nostro contributo, un giorno per volta.
    A mio avviso, un popolo come quello italiano, con una memoria della Resistenza ancora molto forte (nonostante lo stravolgimento dei fatti storici che certi dirigenti cercano a tutti i costi di diffondere) non può che trovarsi dalla parte giusta della storia, ovvero al fianco di chi ha bisogno di aiuto. Ed è solo attraverso il dialogo, lo studio, l’approfondimento e la condivisione che ciò può avvenire.
    Si tratta di un sostegno e di una solidarietà che parte dal basso dove tutti e tutte hanno un obiettivo comune: dare vita a una società democratica dove ogni individuo è posto sullo stesso piano e in cui la violenza e i soprusi non siano tollerati.
    Questo è sicuramente il futuro che io mi auguro per la Palestina.

    Leonardo De Angelis

    8 Luglio 2025
    Libri, Palestina
  • F A B R I Z I O V I V E ! E L O T T A I N S I E M E A N O I !

    F A B R I Z I O   V I V E !   E   L O T T A    I N S I E M E   A   N O I !

    Di Nando Simeone

    A Sant’Apollinare, una piccola cittadina della Valle del Liri nei pressi di Cassino (FR), sabato 21 giugno si è svolta un’importante iniziativa per ricordare Fabrizio, noto compagno e socio della casa editrice Karl&Rosa con l’evento intitolato.

    LA PALESTINA NEL CUORE

    All’iniziativa sono intervenuti Luigi Rossi, il sottoscritto, Alba Nabulsi e il Sindaco Monica del Greco. Ha partecipato l’Assessore alla cultura Michele Mignacca.

    Nel ricordare l’amico e compagno del cuore, alla presenza dei suoi familiari, di numerosi amici e amiche, e dei cittadini di Sant’Apollinare, ho raccontato la storia della nostra indimenticabile amicizia.

    Ci siamo conosciuti molti anni fa al liceo scientifico di Cassino. Lui viveva a Cassino con la sua famiglia, mentre io abitavo a Sant’Apollinare. Eravamo in classi diverse: io nella sezione A, frequentata in gran parte da studenti e studentesse dei paesi limitrofi, e lui nella sezione C. La divisione fu determinata dal fatto che alle scuole medie io avevo studiato francese, mentre lui aveva studiato inglese.

    La nostra amicizia si è rafforzata nel tempo, grazie soprattutto alla stima reciproca e a una profonda sintonia politica. L’intesa tra noi è stata straordinaria: entrambi militanti della sinistra radicale, attivi nei movimenti e nelle lotte sociali. All’epoca tutto partiva dagli studenti. Io, provenendo da un piccolo paese, inizialmente facevo fatica ad orientarmi nel liceo scientifico di Cassino, anche perché la leadership studentesca era spesso nelle mani di chi risiedeva in città.

    Fu però il forte legame con Fabrizio a offrirmi l’opportunità di muovere i primi passi nell’attivismo studentesco, un’esperienza che si rivelò decisiva e formativa per il mio successivo impegno politico. Fu proprio lui, durante il quarto anno di liceo, a invitarmi alla mia prima riunione politica, organizzata da Democrazia Proletaria.

    Fu un’esperienza emozionante: ebbi l’occasione di conoscere altri compagni straordinari, con molti dei quali sono ancora oggi in contatto.

    In seguito, insieme a Fabrizio, organizzammo grandi manifestazioni studentesche, in cui il liceo scientifico svolse un ruolo da protagonista nelle mobilitazioni contro la guerra.

    Dopo la maturità liceale, ci siamo trasferiti entrambi a Roma per frequentare l’università alla Sapienza, sebbene in facoltà diverse: lui si iscrisse a Scienze Politiche, mentre io a Psicologia — che allora era un corso di laurea della Facoltà di Magistero, oggi parte del Dipartimento di Medicina.
    Anche durante il periodo universitario siamo stati attivi sia nel movimento studentesco sia nell’organizzazione politica dell’epoca, la Lega Comunista Rivoluzionaria, insieme alla sua sezione giovanile, l’Organizzazione Giovanile Rivoluzione.

    Partecipammo anche ai campeggi internazionali dei giovani legati alla Quarta Internazionale, che si tenevano in diverse località europee.

    La straordinaria capacità di Fabrizio, sia sul piano politico che umano, l’ho vissuta intensamente sin dai tempi del liceo a Cassino, ma si è manifestata in modo ancora più evidente durante gli anni universitari alla Sapienza.

    A Scienze Politiche, dove studiava, si trovava la roccaforte dell’Autonomia Operaia, che ancora nel 1990 manteneva un forte radicamento nella città di Roma, in particolare proprio all’interno di quella facoltà. Fabrizio, per nulla intimorito, riuscì a ricoprire un ruolo di primo piano anche in quel contesto complesso e competitivo.

    Io, nel frattempo, ero attivo a Psicologia, dove ebbi un ruolo di rilievo: dopo Palermo, fummo i primi in Italia a occupare la facoltà, dando così l’impulso alle successive occupazioni di tutte le altre facoltà della Sapienza. Anni dopo, ho anche scritto due libri sul movimento della Pantera.
    Fabrizio, invece, intraprese in seguito un nuovo percorso legato alla sua scelta professionale, fondando una cooperativa sociale, della quale fu presidente per molti anni.

    Questa tragedia umana, che ha colpito me, i familiari e i tanti amici di Fabrizio, non può che essere collegata a un’altra tragedia: il genocidio che il popolo palestinese sta vivendo. Lo Stato d’Israele, sionista e fascista, non solo sta compiendo una carneficina sulla pelle dei Palestinesi, ma, in accordo e con il sostegno dell’imperialismo USA e dell’Unione Europea, sta assumendo il ruolo di gendarme in tutto il Medio Oriente, culminato nell’ultimo attacco all’Iran con la piena complicità degli Stati Uniti, che intervengono direttamente.

    In regioni e paesi come Gaza, la Cisgiordania, la Siria, il Libano e ora l’Iran, questa dimostrazione di forza viene messa in atto senza ostacoli. Se gli attacchi contro Hezbollah in Libano non hanno suscitato un timore diffuso a livello regionale, l’attacco contro la Repubblica Islamica dell’Iran — in particolare tramite l’uso di robot e intelligenza artificiale — genera un terrore molto più grande, soprattutto per la sua posizione strategica in questo specifico contesto geografico.

    Il bombardamento condotto dagli Stati Uniti in Iran, avvenuto nelle prime ore di domenica, ha colpito tre strutture chiave per il programma nucleare della Repubblica Islamica: l’impianto di arricchimento dell’uranio di Fordow (o Fordo), l’impianto nucleare di Natanz e il centro di tecnologia nucleare di Isfahan. La maggior parte dei bombardamenti si è concentrata su Fordow, dove le forze statunitensi hanno sganciato una dozzina di ordigni.

    Mentre l’attenzione mondiale è focalizzata sulla guerra tra Israele e Iran, Israele contemporaneamente interrompe Internet e i servizi di telecomunicazione, imponendo un blackout mediatico e informativo a milioni di palestinesi. Nel frattempo, gli attacchi israeliani contro gli abitanti affamati di Gaza, in attesa di aiuti umanitari, si intensificano senza sosta.

    Con l’aggravarsi della carestia, la gente non aspetta più che i camion passino indisturbati davanti alle truppe israeliane. Al contrario, si precipita verso di loro non appena compaiono, pronta a tutto pur di accaparrarsi ciò che può prima che le scorte si esauriscano. Decine di migliaia di persone si radunano ai punti di distribuzione, talvolta con giorni di anticipo, ma molti tornano a casa a mani vuote.
    I civili affamati si radunano in massa, in attesa del permesso di avvicinarsi ai punti di distribuzione. In molti casi, le truppe israeliane hanno aperto il fuoco sulla folla, anche durante la distribuzione, uccidendo decine di persone che cercavano di recuperare qualche chilo di farina o conserve da portare a casa, in quella che i palestinesi hanno definito “gli Hunger Games”.

    Dal 27 maggio, secondo il portavoce della protezione civile di Gaza, Mahmoud Basel, più di 400 palestinesi sono stati uccisi e oltre 3.000 feriti mentre aspettavano i soccorsi. L’attacco più sanguinoso contro persone in cerca di aiuto è avvenuto il 17 giugno, quando le forze israeliane hanno sparato colpi di carro armato, mitragliatrici e droni contro una folla di palestinesi a Khan Younès, uccidendo 70 persone e ferendone centinaia.

    Nelle conclusioni, consapevoli che una nuova guerra mondiale potrebbe devastare, se non distruggere, l’intero pianeta, abbiamo posto l’attenzione sulla prospettiva binazionale, che esige molto più di semplici cambiamenti istituzionali nell’ambito politico. Essa richiede una vera e propria rivoluzione culturale, capace di trasformare il rapporto con l’altro attraverso un approfondito lavoro pedagogico.
    È necessaria una nuova lettura storica dei rapporti giudaico-arabi in Palestina e un chiarimento delle responsabilità storiche del movimento sionista nella tragedia palestinese. Le ricerche dei nuovi storici sono, in questo senso, di primaria importanza. Consentono infatti un indispensabile lavoro di ricostruzione della memoria, fondamentale per valutare le cause del conflitto che da oltre un secolo divide le comunità della Palestina, ma anche per riappropriarsi della stessa storia di Israele e dei drammi vissuti dagli immigrati ebrei provenienti dall’Europa e dal mondo arabo.

    La conoscenza e la comprensione, da parte dei palestinesi, del fenomeno antisemita — e in particolare del genocidio perpetrato dai nazisti — faciliterebbero una migliore comprensione delle motivazioni e delle angosce che animano una parte significativa della comunità ebraica di Israele.
    La comprensione reciproca tra le due storie nazionali rappresenta senza dubbio un passaggio obbligato verso la formulazione di una storia binazionale della Palestina, antica e moderna.
    Non meno indispensabili, accanto al riconoscimento della storia di Israele e del sionismo, sono il lavoro di riscrittura della storia ebraica e la rivalutazione della diaspora. Nella storiografia ebraica insegnata nelle scuole, l’unica “normalità” riconosciuta è quella della sovranità nazionale: dalla conquista di Canaan da parte di Giosuè, alla distruzione del Secondo Tempio ad opera di Tito, fino alla Dichiarazione Balfour, alla colonizzazione della Palestina e alla nascita dello Stato di Israele.
    Tutto il resto — circa duemila anni di storia — viene trattato come un’immensa parentesi, svuotata di qualsiasi forma di creatività, definita invece vergognosa e miserevole, fatta di persecuzioni e umiliazioni.

    Terminate le relazioni, si è aperto il dibattito: alcuni dei presenti sono intervenuti nella ricca e proficua discussione, seguita poi dall’apericena.

    La proiezione del documentario premio Oscar 2025 NO OTHER LAND, realizzato da un collettivo palestinese-israeliano formato da quattro giovani attivisti, è avvenuta durante i momenti più bui e spaventosi della regione, rappresentando un autentico atto di resistenza creativa. Il film è stato premiato alla Berlinale e agli Oscar come miglior documentario.

    UN ALTRO MONDO E’ POSSIBILE!

    Leonardo De Angelis

    24 Giugno 2025
    Libri, Palestina
  • Presentazioni di “Scalando il cielo” a Roma e Napoli

    Presentazioni di “Scalando il cielo” a Roma e Napoli

    Di Gino Perri

    💥🔥📙 Le presentazioni del mio libro, a Roma il 10 e a Napoli il 13 maggio, sono andate bene, emozionanti e commoventi.

    😚😚😚 Varie casualità, come ad es. a Napoli la scossa di terremoto – che ha provocato un grande traffico, e un po di “delirio” nel trasporto pubblico -, hanno ridotto la partecipazione prevista, che, comunque, é stata molto dignitosa.

    👨‍👩‍👧🧑‍🤝‍🧑👯‍♂️ Interessanti e stimolanti le discussioni e la voglia di ritrovarsi a continuarle quando uscirà la 2a parte. ❌️❌️❌️ A Roma c’erano varie persone del mio paesello🧡, Scala Coeli (Cs), fra cui la mia “fidanzata” platonica che non vedevo da 61 anni❗️

    🔴🔴🔴 In tutt’e due i posti, ci sono stati interventi di relatori come Pasquale Tridico , Guido Viale, Stefano Zago e l’editore della Casa Editrice Karl&Rosa Nando Simeone, che ci hanno dato importanti contributi.

    🫂🫂🫂 A Napoli abbiamo portato la nostra solidarietà (e il libro) a Nives Monda, sotto attacco x aver manifestato il suo sostegno al popolo Palestinese.

    🗣🗣🗣 Ringrazio di cuore, anche le/gli altre/i presenze collaborative: Maria Santarossa, la #libreriaanomaliaLeonardo De AngelisGiovanna Russo.

    😊😊😊 Sono contento tantissimo, perché sto verificando di aver fatto una “cosa” bella e utile ❗️

    🔥🔥🔥 Ne ho approfittato per rivisitare un po di tutt’e 2 le città, ma Napule é… mille culture❗️

    😊 Venerdi 16 le presentazioni saranno a Bussero, domenica al Circolo Arci Grossoni di Milano, il 20 e 21 a Bolzano e poi altre❗️

    Circolo MetromondoEventi MetromondoTeleambiente#libreriaAnomalia#metromondo#karlerosa#follower#noallaguerra#1maggio#mettereinevidenza#maydayparade2025

    Leonardo De Angelis

    16 Maggio 2025
    Libri, Libri nuovi
  • Intervista a Nando Simeone autore del libro “Ottobre 1917 e il biennio rosso 1919-1920. La rivolta contadina nella Terra di lavoro”

    Intervista a Nando Simeone autore del libro “Ottobre 1917 e il biennio rosso 1919-1920. La rivolta contadina nella Terra di lavoro”

    L’intervista è stata effettuata da Renato Caputo per “La città futura“.

    Videointervista al direttore della casa editrice Karl&Rosa nonché autore del libro che qui presentiamo: “Ottobre 1917 e il biennio rosso 1919-1920. La rivolta contadina nella Terra di lavoro di Caserta”, Edizioni Karl&Rosa 2024. Le tematiche del libro divengono lo spunto di un excursus che traccia una Controstoria da allora sino ai giorni nostri.

    Leonardo De Angelis

    13 Settembre 2024
    Libri
  • Intervista a Nando Simeone sul libro di Ernesto Che Guevara “La guerra di Guerriglia e altri scritti politici e militari”.

    Intervista a Nando Simeone sul libro di Ernesto Che Guevara “La guerra di Guerriglia e altri scritti politici e militari”.

    L’intervista è stata effettuata da Renato Caputo per “La città futura“.

    Questo libro è il terzo edito dalla Casa Editrice “Edizioni Karl and Rosa”. Dopo il saggio “Ottobre 1917 e Il Biennio Rosso 1919-1920 – La rivolta contadina nella Terra di Lavoro di Caserta” e la raccolta di poesie e racconti brevi “L’arte Popolare” verrà pubblicato nei prossimi mesi questo saggio contenente alcuni scritti di Ernesto Che Guevara.

    Sul sito della casa editrice è già possibile acquistare, in prevendita, il libro con uno sconto del 20% rispetto al prezzo di copertina. Contiamo di stampare e quindi spedire il libro a metà settembre 2024.

    Leonardo De Angelis

    12 Luglio 2024
    Libri
  • 2ª giornata-studio per Maurizio Federico – Lotte operaie e contadine: Lazio sud e Caserta

    2ª giornata-studio per Maurizio Federico – Lotte operaie e contadine: Lazio sud e Caserta

    Di Romeo Fraioli

    2ª GIORNATA-STUDIO Si è svolta sabato 4 maggio la seconda giornata di studio in onore del giornalista, politico e storico del movimento operaio e contadino nel Lazio meridionale Maurizio Federico, scomparso a Frosinone nell’agosto del 2022.

    Quando mi è stato proposto di presentare ad Arce, nella sede del Centro studi Bernardo Nardone, il nuovo libro di Nando Simeone Ottobre 1917 e il Biennio Rosso 1919-1920. La rivolta contadina nella Terra di Lavoro di Caserta, ho avuto subito la convinzione che forse non c’era posto più appropriato per farlo, per diversi validissimi motivi.

    Intanto perché il libro ripercorre in toto il periodo in cui operò l’avv. socialista prima, comunista poi Bernardo Nardone, a cui il centro studi è intitolato, ma anche perché il titolo del libro riportava inevitabilmente al ricordo di Maurizio Federico e al suo Il Biennio Rosso in Ciociaria 1919-1920 pubblicato nel 1985 e in cui è presente una corposa storiografia del movimento operaio e contadino nel Lazio meridionale curata da Gioacchino Giammaria.

         Uno dei progetti a cui teneva tantissimo Maurizio era proprio l’ampliamento di quella storiografia così ben delineata da Giammaria, oramai ferma però al 1985; e voleva farlo proprio attraverso una giornata di studio, organizzata di concerto con il Centro studi Bernardo Nardone, che coinvolgesse storici, studiosi, ricercatori e semplici appassionati di storia del Lazio meridionale.

    Tutto ciò era stato programmato per il mese di settembre del 2022. Non ce n’è più stato il tempo!

         L’occasione ci è stata fornita da Nando Simeone, psicologo di origine contadina, da sempre impegnato politicamente, che è stato tra i protagonisti del movimento della Pantera e delle mobilitazioni che sfociarono nelle giornate di contestazione al vertice G8 di Genova del 2001.

    2ª giornata-studio per Maurizio Federico

    È stato dirigente e consigliere del Partito della Rifondazione Comunista dal 2003 al 2008 e vicepresidente del consiglio Provinciale di Roma; membro del Direttivo nazionale Filcams Cgil, del Direttivo regionale Cgil Roma e Lazio e dell’Esecutivo nazionale “Riconquistiamo Tutto”. È stato tra i fondatori di Sinistra Critica, oggi Sinistra Anticapitalista.

    È tutt’ora membro dell’Assemblea generale della Filcams CGIL di Roma ed è presidente della casa editrice Karl&Rosa.

    Tra le sue pubblicazioni, La democrazia Partecipativa di Raul Pont del 2005, Gli studenti della Pantera. Storia di un movimento rimosso del 2010 e 1968 La Rivolta Necessaria del 2018. Nel 2019 ha curato il libro Rosa Luxemburg, Socialismo o barbarie (La crisi della socialdemocrazia).

    Dopo un accorato e nutrito ricordo di Maurizio Federico da parte di Angelino Loffredi, giornalista e scrittore, che ha rimarcato come entrambi, per più di trenta anni, abbiano condiviso le stesse idee e lo stesso impegno nel PCI, un uditorio numeroso ed attento si è immerso nella storia del xx secolo, esplorando il tessuto delle lotte sociali, l’importanza dell’intreccio tra la rivolta operaia e quella contadina e il contesto europeo in cui tutto ciò si è verificato.

    Magistralmente moderati da Giovanni Martini, dell’Associazione culturale Fabrateria, si sono susseguiti gli interessanti interventi di Alessandro Marcuccilli, fondatore e Rettore dell’Università popolare Antica Terra di Lavoro che ha relazionato su Questione meridionale e il biennio rosso; il giornalista e scrittore Fernando Riccardi su “La protesta femminile in alta Terra di Lavoro nel 1917; il giornalista e storico sociale Pino Pelloni, segretario generale della Fondazione Levi Pelloni di Roma su La rivoluzione di ottobre 1917 vista dai socialisti italiani nell’inedito racconto di Camilla Ravera.

    Infine Nando Simeone ha illustrato come la sua ultima pubblicazione ripercorre le radici delle rivolte contadine che plasmarono il destino della provincia di Caserta durante il biennio rosso, il ruolo delle forze produttive mature, dei rapporti di classe e dell’ecosistema sociale nel contesto del periodo e come il fascismo ha rappresentato la vendetta e la reazione della classe dominante in risposta al panico che aveva provato nel settembre 1920.

         Su questi ed altri temi si è aperta una costruttiva discussione che ha coinvolto tutto il pubblico presente.

    Alla luce di tutto ciò possiamo sicuramente affermare che la storiografia del movimento operaio e contadino nel Lazio meridionale, tanto cara a Maurizio Federico, si arricchisce oggi della pubblicazione di Nando Simeone “Ottobre 1917 e il Biennio Rosso 1919-1920. La rivolta contadina nella Terra di Lavoro di Caserta“.

    Non avevamo modo migliore per ricordarlo e onorarlo.

    Articolo tratto da: https://www.unoetre.it/2024/05/08/2a-giornata-studio-per-maurizio-federico/

    Leonardo De Angelis

    8 Maggio 2024
    Libri, Libri nuovi
  • Cittadinanza e diritti

    Cittadinanza e diritti

    VENERDÌ 12 APRILE – ore 17:30

    Presentazione del libro

    Ottobre 1917 e il Biennio Rosso – La rivolta contadina nella Terra di Lavoro di Caserta

    di Nando Simeone

    edito da Edizioni Karl&Rosa

    Con l’autore intervengono:

         Pasquale Iorio e Carlo De Michele – Le Piazze del Sapere

    Coordina:

         Virginia Crovella – Caserta Decide

    Sala Caserta Decide – Via Sant’Antida – Caserta

    Leonardo De Angelis

    3 Aprile 2024
    Libri

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