Un laboratorio​​ per una sinistra di resistenza​ e solidarietà

Un laboratorio​​ per una sinistra di resistenza​ e solidarietà

Di Laboratorio Internazionalista

Nel 2022 abbiamo visto la Sinistra frantumarsi ancora.
Abbiamo visto piazze assolvere gli aggressori e colpevolizzare le vittime. Abbiamo visto organizzazioni e intellettuali incapaci di riconoscere l’oppressione se il carnefice non è quello “solito”, barricandosi nelle proprie posizioni e ignorando il diritto dei popoli a scegliere per sé.

​Questa sinistra, capace di riconoscere e lottare contro il genocidio in Palestina, oggi volta le spalle alla Resistenza ucraina, come ha già fatto con le cosiddette rivoluzioni arabe, ossia nordafricane, e dell’Asia Sudoccidentale.

Una sinistra così ha ancora senso di esistere? Per noi, no.

COSA PROPONIAMO?

Vogliamo avviare un LABORATORIO COLLETTIVO per costruire una Sinistra capace di affrontare il XXI secolo.

Vogliamo che sia un progetto, non un percorso già scritto. Un processo aperto dove la tua partecipazione attiva è l’unica cosa che conta. Non ti chiediamo di aderire a una dottrina, ma di portare la tua intelligenza, ​la tua esperienza e la tua rabbia.

PROGETTO LABORATORIO ITALIANO

Introduzione breve: Un Laboratorio Internazionalista per una Sinistra della Resistenza e della Solidarietà
Ci rivolgiamo a te che provi rabbia per questo mondo in fiamme, tra nuovi imperialismi, razzismi sistemici, machismo transfobico e oscurantismo religioso, democrazie in ritirata e un pianeta che soffoca sotto il peso dell’ingiustizia climatica. A te, che guardi alla Sinistra e provi solo delusione per le sue impotenze, i suoi dogmi e i suoi tradimenti.


Questo non è l’ennesimo manifesto da firmare. Non è un nuovo partito in cui entrare.


Abbiamo visto troppi rituali impotenti, troppe piazze che assolvono gli aggressori e colpevolizzano le vittime. Abbiamo visto la Sinistra novecentesca diventare tossica, incapace di riconoscere l’oppressione se il carnefice non è quello “giusto” del suo catalogo. Una Sinistra che ha tradito le cosiddette rivoluzioni arabe, ossia nordafricane e dell’Asia sudoccidentale, e che oggi volta le spalle alla Resistenza ucraina, negando a interi popoli il diritto di esistere e di lottare.


Questa Sinistra è morta dentro. Non andremo al suo funerale. Vogliamo costruire altro.
COSA PROPONIAMO? UN PROCESSO, NON UN PROGETTO GIÀ SCRITTO.


Proponiamo di avviare un LABORATORIO COLLETTIVO. Un processo aperto dove la tua partecipazione attiva è l’unica cosa che conta. Non ti chiediamo di aderire a una dottrina, ma di portare la tua intelligenza, la tua esperienza e la tua rabbia per definire insieme un progetto per affrontare il XXI secolo.
Un progetto che sia all’altezza delle sfide che abbiamo di fronte. In nome dei principi di solidarietà e lotta, internazionale e intersezionale, che dovrebbero contraddistinguere la Sinistra.
Vogliamo creare una piattaforma per rispondere alla domanda “CHE FARE?” con azioni concrete, collettive, imparando da chi già resiste, e creando una piattaforma per decidere insieme i prossimi passi.
La nostra base non è un pacifismo astratto, ma la RESISTENZA.
Il nostro laboratorio si concentrerà su pratiche di Solidarietà e Resistenza Attiva:
1. SOLIDARIETÀ SENZA SE E SENZA MA. Sostenere l’autodeterminazione di tutti i popoli oppressi, dalla Palestina alla Repubblica Democratica del Congo, dal Sudan, al Sahara occidentale, all’Ucraina ai movimenti democratici e di liberazione in Siria, Russia, Iran. Basta doppi standard: l’antimperialismo si pratica contro tutti gli imperi, senza sconti per nessuno.
2. COSTRUIRE RETI CONCRETE. Creare e rafforzare reti di mutuo soccorso nei nostri territori e piattaforme digitali sicure per proteggerci dal controllo e dalla repressione. Dalle chat di quartiere alla sicurezza informatica alla preparazione per le emergenze.
3. COMBATTERE LA DISINFORMAZIONE. Contrastare attivamente le false narrazioni, specialmente quelle che nascono a Sinistra per giustificare dittatori e aggressori, negando la realtà dei fatti.
4. CHIAREZZA SULLE ARMI. No al riarmo imperialista e nazionalista. Sì al sostegno, anche militare, ai popoli che resistono a un’invasione e a un’occupazione. Negare le armi a chi si difende non è pace, è condanna alla resa e al massacro.
5. RIPRENDERSI LE PIAZZE. Essere presenti nelle mobilitazioni con la nostra identità chiara e riconoscibile. Mai più tollerare l’aggressione o la censura verso chi porta la bandiera di un popolo resistente.


Contatti:
Facebook: Sinistra per l’Ucraina
Instagram: sinistraperlucraina
Telegram: Sinistra per l’Ucraina
Email: sinistraucraina@gmail.com
E da sabato 29 novembre: www.laboratorio-internazionalista.weebly.com