Iran. L’aggressione imperialista, la necessaria condanna del regime e la solidarietà con il popolo iraniano

Iran. L’aggressione imperialista, la necessaria condanna del regime e la solidarietà con il popolo iraniano

Di redazione MPS

Con un linguaggio che tradisce la volontà di dominio dell’imperialismo statunitense, il 7 aprile Donald Trump avvertiva «che un’intera civiltà – quella dell’Iran – sarebbe scomparsa quella sera». L’Iran sarebbe stato riportato «all’età della pietra». Ciò non ha impedito a Trump di incoraggiare contemporaneamente la popolazione a sollevarsi. Un giorno dopo veniva annunciato «un cessate il fuoco provvisorio di due settimane».
Da allora, i media dominanti moltiplicano le congetture sul tipo di negoziati che inizieranno sabato 11 aprile a Islamabad, in Pakistan, e sulle loro possibilità di successo o meno.

Nel frattempo, cala il silenzio sulle distruzioni gigantesche già provocate dai bombardamenti israeliani e statunitensi in Iran, sulla colonizzazione mortifera in Cisgiordania, sugli assassinii e sulle morti lente della popolazione affamata, ferita e malata di Gaza. La realtà di questa guerra riemerge con il massacro di massa commesso in Libano da 100 bombardamenti simultanei mercoledì 8 aprile. Hanno causato più di 300 morti e oltre 1500 feriti. La popolazione sfollata, senza risorse, in un paese privo di strutture sociali di sostegno, ammonta a 1,5 milioni di persone. Ciò corrisponderebbe a uno sfollamento forzato di 2,3 milioni in Svizzera.

In Iran, quasi 4 milioni di abitanti sono stati costretti a spostarsi. E qui le differenze sociali giocano pienamente, sia in termini di «alloggi di emergenza» sia di lavoro. I bombardamenti israeliani sull’Iran – ai quali si sono aggiunti quelli dell’aviazione degli Stati Uniti – avevano come obiettivo la riduzione al minimo delle condizioni di riproduzione della società. Un’intenzione esplicitata da dichiarazioni di membri del governo israeliano.
I bombardamenti hanno colpito inizialmente le infrastrutture petrolchimiche ed energetiche, dove si concentra un gran numero di lavoratori, tecnici e tecniche. Decine di migliaia di posti di lavoro sono stati distrutti, riportando un’intera popolazione a una situazione di sopravvivenza. A ciò si è aggiunta la devastazione dell’industria siderurgica con i suoi effetti sull’insieme delle attività industriali. L’esplosione dei prezzi è uno degli effetti secondari, con un aumento della povertà per ampi settori della popolazione. Nell’estensione degli obiettivi, bisogna menzionare, dopo ospedali e centri sanitari, le università: più di 30 università e centri di ricerca sono stati gravemente danneggiati. Il potenziale futuro di un intero paese è stato colpito. Il sito iraniano per i diritti umani HRANA rileva il 7 aprile (su basi certificate) che 3600 persone sono state uccise da attacchi israelo-statunitensi, tra cui 1665 civili e 248 bambini, senza contare le migliaia di feriti.

In questo contesto, il governo iraniano dei Guardiani della Rivoluzione – detentori del potere militare ed economico e delle sue estensioni politiche – non esita a moltiplicare gli arresti con vari pretesti, a giustiziare i prigionieri, prolungando così la repressione brutale attuata l’8 e 9 gennaio 2026. I bombardamenti israeliani e statunitensi, con i danni materiali e umani provocati, non possono che indebolire i settori sociali che si sono mobilitati in varie forme contro il regime della Repubblica islamica, una mobilitazione che ha una lunga tradizione: 1999, 2009, 2017, 2019, 2022-23, dicembre 2025-gennaio 2026.

L’arte di negoziare senza porre fine a una guerra costituisce la spina dorsale della politica del fatto compiuto propria del governo Netanyahu. Lo farà anche per quanto riguarda il Libano. Unitamente  ai settori che influenza negli Stati Uniti, interverrà indirettamente nei negoziati in corso in Pakistan per neutralizzarli.

Le mobilitazioni internazionali contro la guerra, l’imperialismo e il colonialismo dello Stato israeliano devono sviluppare una solidarietà con coloro che, in Iran, combattono contemporaneamente l’imperialismo degli Stati Uniti, l’espansionismo israeliano e il regime della Repubblica islamica:
• Per la revoca delle sanzioni economiche e politiche che colpiscono principalmente la popolazione iraniana non privilegiata.
• Per la liberazione di tutti i prigionieri politici e d’opinione in Iran. Fine delle esecuzioni e abolizione della pena di morte e del ricorso alla tortura.
• La conquista dei diritti democratici e sociali può essere solo opera collettiva di coloro che rivendicano il diritto all’autodeterminazione e all’emancipazione.

Queste rivendicazioni devono restare in primo piano e non scomparire nella nebbia dei negoziati in cui si trattano gli interessi dei dominanti di tutti i campi.

Articolo pubblicato dal sito: https://mps-ti.ch/