VOTARE NO AL REFERENDUM SULLA GIUSTIZIA: DIFENDERE LA DEMOCRAZIA, NON ASSECONDARNE LO SMANTELLAMENTO

VOTARE NO AL REFERENDUM SULLA GIUSTIZIA: DIFENDERE LA DEMOCRAZIA, NON ASSECONDARNE LO SMANTELLAMENTO

Di Redazione Karl&Rosa

Il referendum sulla giustizia in programma il 22 e 23 marzo non è un semplice rito elettorale: è un tentativo esplicito di riscrivere l’equilibrio costituzionale tra i poteri dello Stato e di indebolire i contrappesi essenziali che tengono lontano il potere politico dal controllo giudiziario. È per questo che votiamo NO, con determinazione e consapevolezza.

Recentemente l’avvocato Pietro Adami — legale del Comitato dei 15 giuristi che hanno raccolto centinaia di migliaia di firme contro questa riforma — ha sottolineato come il governo abbia forzato i tempi procedurali, modificando il testo del quesito senza rispettare i tempi minimi di campagna elettorale e costringendo i cittadini a una scelta affrettata e poco trasparente. In altre parole, si è cercato di limitare la piena partecipazione democratica e la chiarezza delle scelte in campo.

Questa non è una battaglia burocratica: è la difesa di principi fondamentali. Il rischio è che la riforma, presentata come “efficienza”, si traduca in un indebolimento della magistratura indipendente e dei suoi organi di autogoverno — a partire dal Consiglio Superiore della Magistratura — aprendo la porta a interferenze politiche e a un eccessivo accentramento del potere.

La giustizia non è un mezzo da piegare ai desideri di maggioranze di turno o a strategie politiche: è un pilastro della democrazia. Ridurre l’autonomia delle istituzioni giudiziarie e depotenziarne i contrappesi costituzionali significa rendere più fragile lo Stato di diritto, meno garantisti i processi, più esposti i cittadini di fronte agli abusi del potere. Votare NO è un atto di responsabilità, non di opposizione pregiudiziale: significa difendere le garanzie costituzionali, l’indipendenza dei giudici e il diritto di ogni cittadino ad avere un giudice imparziale e non condizionato da logiche di parte.

La campagna referendaria è la nostra occasione per fermare questa deriva e ribadire che nessuna riforma può essere imposta con forzature procedurali o con mezze verità. La Costituzione va rispettata, non smontata pezzo per pezzo. Invitiamo tutte e tutti a partecipare al voto e a scegliere con coraggio: NO al referendum sulla giustizia.

NO per la democrazia.
NO per l’indipendenza della magistratura.
NO per i diritti dei cittadini.

FERMIAMO LA SVOLTA AUTORITARIA!